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Le porte del paradiso « Apriremo domani »

APRIREMO DOMANI

 

La porta per il paradiso è chiusa, dicono che aprirà domani.
Io non ho fretta posso aspettare.
Dicono che la porta del paradiso è un luogo dorato,
dove gli angeli ti offrono caramelle nell’attesa di entrare.
Io non ho fretta, le caramelle mi piacciono, sono goloso.
Le porte del paradiso sono chiuse da tre giorni,
Io nell’attesa continuo a mangiare caramelle.
C’è un signore con me, una donna anziana, un bambino di tre anni.
Aspettiamo che le porte del paradiso aprano:
Dicono apriranno domani.
Non sto ingrassando, ma tanto sono morto, non ho nemmeno problemi con il dentista.
Il bambino di tre anni si è stufato delle caramelle.
E stanco non vuole più aspettare; gli angeli sorridono dicendogli che le porte del paradiso apriranno domani.
Sono stanco di mangiare caramelle, hanno tutte lo stesso sapore.
Non so da quando sono qui.
La vecchia sospira stanca dei capricci del bambino.
Decido di fare quattro passi, noto un uomo seduto su una sedia bianca, non lo avevo notato prima.
La vecchia inizia ad arrabbiarsi per i pianti del bambino.
«E da molto che aspetta?» chiedo cortese.
L’uomo mi guarda ha circa cinquanta anni, capelli neri, sguardo vuoto.
«Dicono che apriranno domani.»
«Lo dicono da un po’»
L’uomo mi fissa, «Le caramelle hanno sempre lo stesso sapore.»
«In effetti un po’ stancano».
Sorrido, non so cosa ripondere, mi giro, guardo gli angeli.
«Quando apriranno?»
Gli angeli mi danno sempre la stessa risposta, mi lanciano caramelle, sempre le stesse, sempre dello stesso sapore.
«Io mi chiamo Mark.»
«Io sono Erik.» l’uomo sospirò, era più stanco di me.
«Smettila di urlare brutto moccioso!» la vecchia perse la pazienza e il bambino urlava ancora di più.
«Non potete fare qualcosa?» chiesi agli angeli.
Loro dissero, lanciandomi caramelle, che le porte del paradiso apriranno domani.
Perché gli angeli permettevano a una vecchia di urlare contro un bambino?
Perché gli angeli permettevano a una creatura cosí dolce di piangere disperato?
«Erik, in che anno sei morto?»
«1451» rispose « tu?»
«2018» mi si gelò il sangue che non avevo più.
«E non hanno ancora aperto le porte del paradiso?»
«Non l’hai ancora capito vero?» L’uomo mi guardò, sorrise, provò evidente pena per me che scossi la testa.
«Io ci ho messo un po’ a capirlo, noi siamo i peccatori, per noi le porte del paradiso non si apriranno mai».
Non riuscii a muovermi, mi guardavo attorno, con gli angeli che buttavano caramelle, e le porte che capii non si apriranno mai.
«Non è possibile…»
«Perché ?»Mi chiese l’uomo.
«A solo tre anni che colpa ne ha?»
«E un peccatore.»
«A tre anni»
«Sì è sempre peccatori agli occhi di Dio».
«Come può dire condannare un bambino di tre anni?»
« Le porte del paradiso apriranno domani, abbi pazienza.» mi rispose, riprese a guardare il vuoto.
Mi sentivo perso, sconfortato e avvilito, se le porte del paradiso non aprono mai, perché siamo ancora qua?
Mi sedetti, perso nei miei pensieri, tra le urla del bambino e le caramelle che iniziavo a odiare.
Dio puniva un bambino di tre anni perché peccatore.
Dio decide cosa è il peccato, ti punisce per averlo infranto, invece di perdonarti e aiutarti ha cresce, lui no, manda il suo stesso figlio a morire, per una regola che lui stesso ha creato, e lui stesso può infrangere.
«Mi scusi…» sollevai lo sguardo, una giovane donna dai capelli rossi, davanti a me sorrideva, indossava un vestito da sposa bianco di pizzo, non risposi mi limitai a guardarla, fu lei a parlare.
«E molto che aspetta?»
«In che anno siamo?» Chiesi apatico
«2532, lei quanto e morto?»
«2018» risposi guardandola senza vederla, mi limitai a fingere un sorriso ” Ma non si preoccupi, le porte del paradiso apriranno domani.»

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Pubblicato da LadySilence

I'm Storyteller. Language: English, Spanish, Italian.